lunedì 18 ottobre 2021

La respirazione



Ti soffermi mai ad ascoltare il tuo respiro?
La maggior parte delle persone non da importanza alla propria respirazione, si accorge di questo atto involontario quando usa l'aria che entra nei propri polmoni per suonare, soffiare, fare bolle oppure quando per una patologia la respirazione diventa difficoltosa.
Eppure la respirazione ha un ruolo vitale nella nostra vita, talmente vitale che la natura ha deciso di renderlo autonomo in modo tale che anche se non ne siamo consapevoli, esso continua il suo instancabile e prezioso lavoro.
La respirazione non ha il solo scopo di portare ossigeno a tutte le cellule del corpo, ma anche di depurare, raffreddare, rilassare il nostro corpo fisico.
Respirare profondamente aiuta a calmarsi, avere le idee più chiare, entrare in stati alterati di coscienza, meditare e alleviare stress o dolore fisico.
Il respiro ci tiene a braccetto durante tutta la giornata, vive le nostre emozioni e cambia in base ad esse.
Quante volte vi siete accorti che uno spavento non vi ha fatto respirare? Oppure una bella sorpresa. Ci lascia senza fiato, in uno stato di apnea, e quando riprendiamo a respirare ci rendiamo conto di quanto è  stata forte quell'emozione.
Eppure se fossimo un po' più  attenti, ci renderemo conto della sua danza. 
Da lento e profondo quando ci rilassiamo, diventa più vivace se pensiamo a ricordi piacevoli, intermittente se i ricordi non sono piacevoli, con pause più o meno lunghe nei momenti di tensione, tristezza, fino a correre con il panico.
Imparare ad ascoltare il respiro può essere molto utile, soprattutto per tenere sotto controllo i livelli di stress.
Se è  vero che il respiro è un atto involontario e si autogestione, è  anche vero che possiamo modificare il ritmo, la profondità,  la durata, consapevolmente.
Privaci subito.
Metti una mano sul tuo petto e ascoltalo. Ascolta se è una respirazione toracica o addominale, se è quando ci sono pause, quanto è  profondo.
E prova a giocarci un po', facendo dei respiro lunghi e profondi, brevi e superficiali, imitando un cagnolino dopo una corsa o facendo lunghe pause.
Benvenuto nel mondo del respiro

giovedì 14 ottobre 2021

Ritrovare gli animali scappati con l'Animal Healing

Animal Healing è una tecnica, o meglio un insieme di strumenti e tecniche, che permette di lavorare con il proprio animale da compagnia e non, su molti aspetti.
Con Animal Healing infatti, il proprietario entra in contatto con il proprio animale e può tra le altre cose, rintracciare dove sia, utilissimo nel momento in cui un animale scappa.
Ma come avviene?
L'operatore di Animal Healing guida il proprietario, passo a passo, all'utilizzo della tecnica più idonea, per esempio nel caso sia scappato l'animale si può entrare in contatto con lui attraverso la telepatia e attraverso la visualizzazione, riuscire a vedere dove si trova esattamente. 
La cosa spettacolare è  che con un po ' di pratica, si riuscirà a vedere ciò che vede il vostro gatto o cane, oltre a percepire le sue emozioni. 
Il ruolo del proprietario è  fondamentale,  prima di tutto perché conosce la zona o comunque è  dal vivo, sul posto in cui l'animale è  scappato. Mentre l'operatore può essere distante molti chilometri.
La sessione infatti si può praticare a distanza, semplicemente con un telefono.
Ma funziona? Possono farlo tutti? È  difficile?
L'operatore come detto guida passo dopo passo il proprietario e lavora insieme ad esso. La comunicazione telepatica con l'animale è  seguita dall'operatore che avrà modo di vedere e percepire tutto quello che sta succedendo.
In questo modo, se il proprietario non riesce a svolgere l'intera sessione, la terminerà l'operatore.
Capita infatti che il proprietario sia molto agitato, in ansia e non riesca ad essere sufficientemente lucido.
Tuttavia è  corretto e indispensabile che entrambe le figure lavorino in sintonia tra di loro e con l'animale. 
Nel momento in cui il proprietario si rifiuta di collaborare attivamente,  i risultati possono essere davvero scarsi.
Va ricordato che l'animale è  collegato al proprio umano di riferimento energeticamente e ciò che fa l'animale è  sempre strettamente collegata all'umano di riferimento.


martedì 12 ottobre 2021

Cosa c'è dietro a non dire no

Ho recentemente letto diversi post sulla violenza, invitavano ad avere coraggio e andarsene, lasciare quel partner che ti usa violenza sia essa fisica che emotiva, la domanda più gettonata "perché resti"...
Già perché...
E solo chi ci è  passato può dirvi alcune delle sfaccettature che sono dietro al non dire basta.
Il più delle volte, oltre ad una dipendenza emotiva e al sperare che lui/lei cambi, c'è molto di più. 
C'è la consapevolezza che il partner possa essere molto più violento, che possa andare oltre a picchiarci e che possa prendersela con chi amiamo come i figli o i familiari.
C'è la paura che l'allontanamento faccia crescere una furia distruttiva.
Cammini per strada con il terrore di incontrarlo e anche qui si generalizza "basta non andare dove va lui/lei"
E vi sembra semplice? Il partner sa dove abitano i genitori, sa dove vanno a scuola i figli, sa dove lavori, dove abitano i tuoi amici.
E se credete nella bella favola del divieto di avvicinamento... ma davvero credete che basti un foglio per fermare una violenza? Davvero credete che chi picchia una persona si fermerà a un tot di metri? Gli importa davvero? No...o almeno non è detto. Quel pezzo di carta non fa sentire sicure le vittime. 
E poi denunciare... ma quando decidi di fare il passo la prima cosa che ti chiedono è se sei sicura... perché poi il tuo/a carnefice potrebbe diventare più violento.
E poi non è mai solo violenza fisica, c'è sempre una violenza più sottile, psicologica che ti fa sentire senza speranze.  
Poco importa che titolo di studio hai, ti sei fidata di quella persona è ora ti tiene in pugno.
E magari ti ha convinto a non lavorare o per via della crisi economica non stai lavorando e sei cointestatario di un mutuo. E dove trovi i soldi per pagare se non lavori?
E quasi sicuramente ti ha portato ad allontanarti dagli amici che potrebbero aiutarti.
No.. non è  solo andare via.
È avere il terrore ogni volta che suona il cellulare, ogni volta che vedi un'auto come la sua.
C'è molto dietro, non basta consigliare di avere il coraggio perché molti non sanno in che incubo siete, non sanno quanto coraggio vi chiede questa scelta.
Significa essere deboli, essere in uno svantaggio psicologico ed emotivo rispetto al carnefice e dover andare via, rinunciare alle uniche sicurezze che hai come la casa, gli amici, scappare per sempre. Perché il carnefice quando smetterà di inseguirvi? Quando vi lascerà in pace? 
E altra frase "se voleva farti fuori lo avrebbe già fatto"... o forse no. Forse nella sua mente sta aspettando il momento opportuno,  quando ti sarai rilassata... quando abbasserà le difese.
Un carnefice non cambia, non si placa, è un incubo senza fine. 
Ecco perché alcune vittime preferiscono restare, meglio essere picchiate quando è ubriaco che essere uccise quando ti sarai rifatta una vita.
Le vittime vanno aiutate, ma aiutate seriamente. Hanno bisogno di sicurezza, di ricrearsi, di riprendere a vivere. Spesso è la vittima che rinuncia a tutto, non il carnefice. Lui/lei rimarrà tranquillo in casa, continuerà a trovare vittime, ad avere potere.


Nascita e Morte - 1


Spesso si festeggia la nascita di una persona, ci sono anche  libri su come rendere indimenticabile questo momento, sui traumi collegati, è  sicuramente un evento importantantissimo nella vita di ognuno.
Meno di frequente si da attenzione alla morte, l'altro evento importante e inevitabile della nostra vita.
Viene visto per la maggior parte delle persone in occidente, come una fine, un evento triste di perdita. Purtroppo non viene elaborato nella maggioranza parte delle volte, o comunque non ci si è  mai preparati. Fisicamente viviamo quei giorni in cui siamo accanto a chi ha lasciato questo pianeta, con pochi rituali e con tanta incertezza.
La morte fa paura e non gli diamo l'importanza che merita.
In realtà è  molto simile alla nascita e per l'anima che lascia il corpo è  traumatica esattamente come iniziare a vivere. Sono entrambi riti di passaggio.
Non sappiamo esattamente dove sia l'anima prima che venga su questo pianeta e non sappiamo dove va quando lascia il corpo fisico. È un percorso che fa, costellato di esperienze, emozioni, e passaggi importanti.
Come vedremo in altri post, la morte come la nascita, ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi passaggi a cui diamo troppo spesso poca importanza. 
Analizzeremo anche i traumi collegati alle varie morti e alla fine, in generale, dei propri progetti.